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VACCINO O NON VACCINO ... PARLIAMONE
Autore: Dr.ssa Carla Ricci
Data: 10-04-2017
Vaccino o non vaccino … parliamone
La domanda che spesso ci pongono i proprietari è: “questo vaccino è da richiamare?. E quando?". La risposta non è poi così scontata!
 
Sappiamo come gli anticorpi materni assunti dal nascituro con il colostro rimangano attivi per le prime settimane di vita, per dissolversi con il trascorrere dal tempo fino ad essere insufficienti ad assicurare un’adeguata protezione fra l’ottava e la decima settimana, periodo in cui gli stessi potrebbero interferire con la vaccinazione. Che fare allora? Parliamone.
Il vostro Veterinario di fiducia, sulla base del luogo di provenienza, del periodo post-natale del cucciolo, dei parametri ambientali, epidemiologici e della possibilità del vostro pet di venire in contatto con virus e/o batteri vi proporrà un piano di vaccinazione personalizzato.
Ad esempio, un cane che vive in città difficilmente contrarrà la leptospirosi, così come una gatta sterilizzata che vive in appartamento è molto improbabile che venga in contatto con il virus della leucemia infettiva, mentre potrebbe essere opportuno vaccinare contro la Panleucopenia, Rinotracheite e calicivirosi, stabilendo di seguito se e quali vaccini richiamare.
Parvovirosi, Cimurro ed Epatite infettiva nel cane, sono considerate malattie per le quali consigliare la vaccinazione. Per Parainfluenza, Borreliosi e Leptospirosi sarebbe opportuno considerare (prima di vaccinare) le condizioni epidemiologiche e ambientali in cui vive il cucciolo.
Si intuisce quindi come vaccinare nel modo corretto e nel rispetto del benessere animale non sia per niente semplice come spesso si pensa, perché non si tratta solo di fare una puntura. Aldilà delle polemiche, la vaccinazione ha il compito di provocare nell’organismo ricevente la produzione di anticorpi specifici per uno o più agenti patogeni, manifestando in tal senso un’azione protettiva.
Premesso quindi che nessuna vaccinazione è obbligatoria, tranne quelle previste dalla legge richieste per il rilascio del passaporto (es. Rabbia) o da strutture idonee a ospitare i nostri amici (pensioni, mostre ecc), è il medico veterinario a decidere il da farsi anche nei confronti di altre malattie virali e/o batteriche.
E il “test del titolo anticorpale” di cui tanto si parla? Come funziona?È attendibile?
Si pone una goccia di sangue o siero su una superficie contenente antigeni che (se presenti) legheranno con gli anticorpi del cucciolo, la lettura di una scala di colori associata a valori di riferimento ci indicherà la positività o negatività del test (o “kit anticorpale”).
Ma il dato rilevato ci consente veramente di valutare l’adeguata copertura anticorpale nei confronti delle malattie che abbiamo testato? E possiamo assumerci con assoluta certezza la responsabilità di non vaccinare se il test è positivo?  A tal proposito i pareri sono alquanto discordanti, ecco perché sulla base di quanto detto in queste poche righe, se si decide di vaccinare è indispensabile rivolgersi ad un medico veterinario.
Dottoressa Carla Ricci Medico Veterinario a Milano Marittima Cervia (RA)
Su Biosfera Aprile 2017 – mondo animali n.7 
 

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